un tè freddo che merita questo nome (come preparare il chai)

Estate fa rima con bevande fredde, a volte pure ghiacciate. Da tempo immemorabile esiste il tè freddo anche se solo di recente è diventato un business molto redditizio dove alcune aziende ci sguazzano, sfruttando la poca conoscenza della materia da parte degli Italiani, ma non solo, e propinando acqua di rubinetto zuccherata e aromatizzata per qualcosa che invece dovrebbe essere il frutto di sapienti infusioni di foglie di camelia.

Lasciamo quindi le tante bottiglie di plastica sugli scaffali e prepariamoci un grande tè freddo a casa. Anzi, dalla via che ci siamo, facciamo il chai ovvero una miscela di tè, spezie e latte (che per me è la bevanda vegetale di riso, che oggi non si può più chiamare “latte”, e può essere anche aromatizzata al cocco). Va da sé che il chai si beve tutto l’anno, nelle giornate fredde preferibilmente caldo, fumante e ricco di aromi esotici.

Il termine chai deriva dal cinese chá che vuol dire appunto tè. In molte lingue è sinonimo di questa bevanda. In india, dove è servita e bevuta ovunque (anche sui treni con passaggi funambolici di vassoi e tazze da una carrozza all’altra) viene comunemente detta masala chai (masala significa infatti miscela di spezie), dove oltre al tè nero locale (per me non entusiasmante ad esclusione del Darjeeling) ci sono erbe e spezie (soprattutto cardamomo e zenzero) che vengono bollite insieme per una certa durata e poi servite da speciali “camerieri” che si chiamano chaiwala.

La mia versione prevede un tè che può essere sia nero (preferibilmente cinese) che Oolong, ma anche Pu’er. Non indicato il tè verde che è preferibile bere da solo e senza contaminazioni così come i particolari tè giapponesi. Poi ci sono zenzero in polvere (ma ci può stare anche il cardamomo tritato) e appunto la bevanda di riso al cocco o non.

Come si prepara? Ci vogliono:
– 2 tazze grandi di ceramica
– un piattino sempre in ceramica
– un colino grande
– un colino piccolo
– un cucchiaio.

Preparazione

1. Portare ad ebollizione in un piccolo pentolino di acciaio un mezzo litro di acqua. La qualità dell’acqua è fondamentale. Se quella di rubinetto è pessima come la mia meglio utilizzare quella minerale (non gassata, ovviamente).
2. Mettere un cucchiaio di zenzero (o cardamomo o una miscela dei due) in una tazza.
3. Aggiungere due cucchiai di foglie di tè (sulla qualità delle foglie il discorso è molto lungo e lo rimandiamo ad un’altra occasione).
4. Versare l’acqua bollente sulle foglie nella tazza e mescolare con il cucchiaio.
5. Mettere il piattino come coperchio sulla tazza e lasciare in infusione dai 3 ai 4 minuti e non più.
6. Mettere il colino grande nell’altra tazza e versare il contenuto della prima tazza nella seconda.
7. Con il dorso del cucchiaio schiacciare le foglie nel colino cercando di far scendere tutto il tè nella tazza (questa è la parte migliore).
8. A questo punto aggiungere la bevanda di riso (colata attraverso il colino piccolo per trattenere eventuali parti solide) a piacere (bisognerà fare alcuni tentativi per trovare la giusta quantità che a voi lo rende piacevole).
9. Lasciare raffreddare per diversi minuti e poi si può già consumare a temperatura ambiente. Chi lo vuole più freddo lo può mettere in frigo e lasciarlo lì quanto vuole (va comunque bevuto in giornata).

Il piacere di un chai freddo in una afosa giornata estiva non ha eguali. Anche voi arriverete senza dubbio alcuno a questa salomonica conclusione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *