foglie di senape selvatica con olio e limone

Complice un generoso fruttivendolo che mi ha portato una cassetta di senape dalla Sardegna, e parlo della pianta, delle foglie, dei rami e non di quella salsa densa e piccante che conosciamo (e di cui avevo già parlato in passato), mi sono ritrovato a cucinare (e gustare) qualcosa che non conoscevo assolutamente. In effetti è difficile trovare questi vegetali nei mercati e ancora meno nei ristoranti. Forse in passato qualcuno li coltivava o li andava a raccogliere nei campi ma oggi, salvo qualche agricoltore del Centro e Sud Italia, nessuno se ne occupa vista la domanda pressocché inesistente.

Per quanto riguarda l’apparenza, la pianta della senape selvatica o dei campi si presenta simile, anche se più fine e di dimensione più contenuta, alle cime di rapa dove invece che dei piccoli broccoletti, ci sono delle infiorescenze da cui si ricavano i semi per realizzare la senape propriamente detta. In genere le foglie si consumano prima che queste infiorescenze siano arrivate a maturazione, anzi nella loro fase iniziale. Questi piccoli boccioli e le tenere foglie che li circondano si possono mangiare anche crudi mentre il resto vale la pena farlo stufare in un tegame capiente con una piccola quantità di acqua bollente per alcuni minuti finché non si sarà ammorbidito. Poi si scola il tutto e si condisce con succo di limone, olio extravergine di oliva ed, eventualmente, sale.

Il gusto delle foglie di senape è piacevole, abbastanza neutro ovvero né amaro né piccante, delicato ma comunque presente. Un buon contorno da accompagnare con carciofi e patate, ad esempio, oppure per condire la pasta. Una verdura che andrebbe riscoperta anche se vedo difficile che questo possa accadere.

Una risposta a “foglie di senape selvatica con olio e limone”

  1. io sono calabrese della provincia di reggio cal,,piu esattamente zona locride io la mangio lessata e condita con olio e limone come contorno della carne di maiale arrostita sulla brace e buonissima e fa bene al fegato

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