ode alla mucca

La mucca è imperturbabile.
Potrebbe cascare il mondo e lei rimarrebbe lì, a brucare serenamente l’erba. Pioggia e vento non la scompongono, mai.
Neanche il sordo suono del campanaccio sembra disturbarla.
Si chiede solamente che cavolo ci stia a fare lì quell’arnese.

La mucca ha due momenti fondamentali nella giornata: il pasto, ripetuto e abbondante, e l’abbiocco durante il quale rumina disinvoltamente anche per ore e ore ma non si muove neanche di un millimetro.
Durante questa fase, la sua insensibilità all’ambiente esterno diventa massima per cui mantiene quello sguardo totalmente assente e sembra quasi morta se non fosse per il movimento lento e continuo delle poderose mascelle.
Essendo praticamente in catalessi tutto il giorno la notte non ha certamente bisogno di dormire.
Avete mai visto una mucca che dorme?
La mucca si chiede, a ragione, perchè ogni tanto qualcuno va a ravanare fra le sue altrettanto poderose mammelle.
Però non ne fa mai una tragedia, non è nel suo stile.
Pensa sicuramente che un po’ del suo latte sia un piccolo prezzo da pagare per chi si prende cura di lei.
Le piace stare in piccoli gruppi di amiche o conoscenti anche se la conversazione è sempre subordinata alla ricerca del buon cibo, ovviamente.
La mucca fortunata va in vacanza d’estate sui pascoli ad alta quota e d’inverno sta nella stalla a raccontarsi le avventure vissute lassù, i bei torelli visti, le scorpacciate di trifoglio, ecc., ecc.
Sembra sempre felice e inconsapevole del proprio destino spesso già segnato in partenza.
E’ un esempio di enorme dignità su quattro zampe.
Cara la mia bella mucca, è impossibile non volerti bene.

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