I ritmi circadiani scandiscono la nostra vita

Molti di noi non sanno esattamente cosa sono i ritmi circadiani (o ritmo circadiano) o hanno un’idea piuttosto vaga per non dire errata del loro significato. Qualcuno ne viene a conoscenza dopo un viaggio transcontinentale dovendo affrontare o subire il fastidioso problema del cosiddetto “jet lag”.

Partiamo quindi dal cercare di chiarire il significato di questa espressione. La parola “circadiano” deriva dal latino “circa diem” ovvero “intorno al giorno” e si riferisce quindi a qualcosa che ha a che fare con le 24 ore del giorno identificando un vero e proprio orologio biologico fatto di fasi che hanno una profonda influenza su quello che avviene dentro di noi e che sono studiate dalla cronobiologia, scienza che si occupa dei fenomeni biologici dell’uomo e non solo.

Mentre fino ad oggi se ne parlava soprattutto in riferimento al ritmo veglia-sonno, sta diventando ogni giorno più frequente vedere articoli, studi, ricerche, post, sempre più autorevoli, che approfondiscono e discutono degli effetti di questi ritmi sull’alimentazione messi in relazione con i momenti della giornata. Questa settimana anche il New York Times ha affrontato il tema in due diversi articoli molto interessanti che trovate a questi link:

Quando mangiamo o non mangiamo, può essere un elemento critico per la salute

Le diete che prevedono periodi di digiuno sono sempre più riconosciute dalla medicina

E’ significativo che si parli sempre più di questi aspetti che vengono associati con crescente frequenza al digiuno (continuativo o intermittente) o ad altre pratiche alimentari che fino a poco tempo fa non erano considerate credibili o valide soprattutto perché non supportate da alcun studio o ricerca con un sufficiente valore scientifico. Ora anche medici, che possiamo definire “convenzionali”, o facenti parte della cosiddetta “medicina allopatica”, ne parlano sempre più positivamente e dedicano parte del loro tempo ad approfondire questi temi. Si è passati quindi (o, volendo essere più realisti, si sta passando) da definire questi argomenti come “tabù” a sdoganarli e farli rientrare fra aspetti sempre più “normali” e accettati dalla comunità scientifica oltre che da un numero sempre più crescente di persone. Un fatto che, a mio avviso, potrebbe definirsi “epocale” o comunque molto importante per chi, come me, crede nei meccanismi che la natura ci ha fornito per raggiungere il benessere psico-fisico senza, o con un utilizzo molto ridotto di farmaci, integratori e sostanze prodotte dalle industrie legate al mondo della salute.

Non sono nella posizione di dare consigli o suggerimenti su quale dieta o regola alimentare valga la pena di seguire per stare bene. Posso solo commentare che, mentre ognuno di noi è diverso e quindi non ci sono regimi alimentari che vanno bene per tutti, i ritmi circadiani sono viceversa molto simili per tutti noi e vale veramente la pena di prestare attenzione a quando mangiare (in quale momento del giorno) oltre che a cosa e quanto.

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