è tempo di melagrane

Fra i frutti dell’Autunno, nel gruppo di quelli “dimenticati” come nespole, mele cotogne e corbezzoli, c’è anche la melagrana. Bisogna subito sottolineare che la melagrana è il frutto del melograno, che è un albero (per essere precisi un grande cespuglio) di origine asiatica. I termini vengono spesso usati impropriamente, non come viceversa succede per “mela” e “melo”. Non ci sogneremmo infatti mai di chiamare questo frutto così familiare al maschile.

Il nome “melagrana”, dal latino malum granatum, mela granata, è composto: la prima parte si riferisce appunto al fatto che il frutto è simile a quello del melo mentre la seconda ha una duplice valenza. Significa che al suo interno ha tanti grani che sono i semi translucidi (la parte commestibile) ma che questi semi hanno anche un colore granato, ovvero fra il rosso e il viola.

L’albero del melograno è sempre stata una pianta molto comune nel nostro paese. Ogni giardino ne aveva almeno uno. Ora è meno diffuso anche se ha un aspetto alquanto ornamentale soprattutto quando fra Maggio e Giugno si riempie di fiori con vivaci e accese colorazioni che vanno dal rosso scarlatto all’arancione. Poi in Ottobre si possono già raccogliere le prime melagrane che raggiungono anche dimensioni considerevoli. Prima di cadere le foglie si colorano di toni molto intensi.

La melagrana è veramente decorativa soprattutto quando se ne hanno più di una e si crea una composizione. Si può essiccare e in questo modo dura per diversi anni. Per chi invece vuole consumarla fresca, di seguito vi illustro la mia tecnica per produrre il succo.

Come fare il succo di melagrana
Pensando alla melagrana, mi torna alla mente il ricordo di tante granatine che mi sono bevuto da ragazzo. Era una bevanda dissetante e piacevole, molto popolare allora preparata con ghiaccio e sciroppo di melagrana. Ora è stata, ahimé, sostituita dalle granite per lo più con sciroppi industriali pieni di zucchero e di altre sostanze non ben identificate.

Per poter estrarre il succo occorre, oltre alle melagrane, avere uno spremiagrumi e se è elettrico ancora meglio. Le melagrane vanno semplicemente tagliate a metà con un coltello seghettato e poi spremute come si farebbe con un arancio o con un limone. Nell’operazione, occorre precisare, ci si sporca le mani e pure la cucina ma ne vale la pena. Fate attenzione perchè le macchie sono difficili da togliere. Una volta ottenuto il succo, il lavoro non è terminato in quanto bisogna filtrarlo e poi lasciarlo decantare per alcune ore. Infatti, dopo la decantazione, da fare in frigorifero, si forma un deposito biancastro sul fondo (residuo della membrana che avvolge i semi) che io elimino trasferendo la parte liquida in un altro contenitore. A questo punto il succo è pronto.

Cosa fare col succo? A parte lo sciroppo, si possono preparare delle gelatine (sempre aggiungendo succo di limone e/o arancio e zucchero o altri dolcificanti e facendo bollire) da utilizzare come fareste con le marmellate e le composte. Il succo, acido, astringente, tannico, amarognolo, è troppo forte da bere da solo ma va benissimo quando è miscelato ad altri succhi come arancia o mela o semplicemente acqua. Un uso più sofisticato è quello con il tè. Molto frequente in Turchia e in altri paesi del Medio Oriente. Il succo di melagrana si ossida facilmente per cui va fatto e bevuto.

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