scopriamo gli strigoli

Un erba spontanea commestibile (Silene vulgaris) che cresce dall’autunno alla primavera e che in Romagna è alquanto conosciuta e utilizzata (infatti sono chiamati anche strigoli di Romagna) mentre lo è meno in altre aree italiane anche se cresce un po’ dappertutto.

Un tempo venivano raccolti nei campi da chi per necessità o per piacere voleva arricchire la tavola con risorse disponibili in natura. “Andar per erbe”, raccogliendo verdure, frutti e altri prodotti selvatici ma commestibili era qualcosa di molto comune e faceva parte della cultura alimentare almeno delle fasce più popolari e meno abbienti.

Dopo averli trovati o acquistati (cosa decisamente impegnativa), gli strigoli si possono gustare sia crudi che cotti. Ad esempio in insalata come componente di una misticanza di lattughe, indivie e cicorie per dare un tocco particolare e originale. Oppure in uno sformato di ceci sempre per esaltare il loro gusto delicato e fresco che può essere assimilato a quello dei piselli o degli asparagi. Si sposano molto bene infatti con i legumi, ad esempio i cannellini, una volta sbollentati per alcuni secondi e poi conditi semplicemente con un filo d’olio.

La prossima volta che vi imbattete negli strigoli, non esitate, portateli a casa. Un piccolo sforzo che certamente non rimpiangerete.

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